Newsletter Caritas Sardegna n.10

aprile 2025

Caritas diocesana di LANUSEI

La speranza, dono da custodire

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di Augusta Cabras

Rosa Moro è una giovane volontaria della Caritas di Lanusei. La voce, mentre racconta la sua esperienza, è decisa e dolce, ricca di sfumature che raccontano pezzi di vita vissuta, in cui riconosce sempre la Grazia straordinaria di Dio. Rosa è settima di tredici figli, di cui dieci viventi. Questo elemento non è solo un dettaglio anagrafico ma ha certamente determinato il suo modo di guardare la vita, le relazioni e il suo essere cristiana nel tempo attuale. «Quello che avviene nella famiglia, dove siamo l’uno diverso dall’altro, nonostante la stessa origine e la medesima impronta educativa, avviene nelle comunità, nelle Caritas, nelle parrocchie. Ed è nella diversità che possiamo scoprire e riconoscere il nostro essere figli di Dio. Il Signore agisce nelle relazioni, nelle nostre contraddizioni, nelle prove. È lì la bellezza e la speranza che dobbiamo custodire come un dono». E questo per Rosa è ancora più chiaro quando si trova in Caritas, quando accoglie e ascolta le persone che soffrono, che chiedono aiuto, che timidamente raccontano la propria storia. «Alla Caritas arrivano tante persone che chiedono di essere aiutate materialmente. È la prima cosa che chiedono ed è forse la difficoltà più evidente e immediata. Ma si percepisce che c’è una sofferenza più profonda, una mancanza d’amore, la solitudine, la rassegnazione. Questo succede in particolare con gli adulti. I bambini invece, anche quando sono in difficoltà sono più spontanei, diretti, semplici, puri. Sono la dimostrazione che la speranza non muore mai. E io guardo ai bambini, come testimoni privilegiati dell’amore e della misericordia di Dio. Gesù non abbandona nessuno; pensiamo a tutti i peccatori raccontati nel Vangelo. Per ciascuno di loro Gesù ha uno sguardo d’amore, di compassione e di misericordia. Se non guardassimo a Lui, il nostro agire in Caritas sarebbe inutile. Noi portiamo ai nostri fratelli sofferenti Gesù che è medico e maestro, Lui tutto guarisce e tutto sa». Gli appigli, nel percorso di fede di questa giovane volontaria e catechista, sono proprio Gesù, Maria «esempio di umiltà» e Giuseppe «esempio di fiducia e affidamento». Nella Caritas, dice Rosa Moro, avviene l’incontro reale con Gesù; non serve essere dotti, non serve sapere, serve chiedere al Signore la fede e la speranza; la carità è l’atto concreto. «Gustare il Vangelo è un miracolo. Vederlo scoprire dai bambini che vengono a trovarci in Caritas, con gioia e spontaneità, è segno che sono loro i portatori veri di speranza».

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