XIV Convegno regionale delle Caritas parrocchiali della Sardegna

maggio 2025

In occasione del 50° anniversario della Caritas diocesana di Tempio-Ampurias, presso la chiesa parrocchiale di San Michele, si è svolto a Olbia il XIV Convegno regionale delle Caritas parrocchiali della Sardegna, dal titolo “L’anno di grazia del Giubileo: organizzare la speranza”. L’incontro, coordinato da don Marco Statzu, ha visto la partecipazione di figure istituzionali e religiose, tra cui Mons. Roberto Fornaciari, l’assessora Simonetta Raimonda Lai e il vice presidente Giuseppe Meloni.

Durante il convegno, si è ripercorsa la storia della Caritas di Tempio-Pausania attraverso gli interventi di don Sandro Serreri, don Gianni Sini e Domenico Ruzittu, evidenziando il valore della comunità e dell’accoglienza. “Dobbiamo essere comunità nell’accompagnamento delle persone”, ha affermato Domenico Ruzittu, sottolineando l’importanza della presenza e dell’ascolto.

Rocco Pezzullo ha illustrato sei progetti nazionali della Caritas per il Giubileo, evidenziando la necessità di conoscere le storie delle persone per rafforzare il senso di comunità. Mons. Antonello Mura, vescovo incaricato per il Servizio della Carità della Conferenza Episcopale Sarda, ha ribadito il valore della carità organizzata, affermando:  “Siamo qui per dire che organizziamo bene la speranza. Carità e organizzazione non sono in contrapposizione. La Carità è l’amore che riusciamo a scambiarci tra noi e con gli altri”. È fondamentale però “mettere la persona prima dei bisogni. Non ci interessano i bisogni ma la persona che ha bisogno perché se rispondiamo solo ad un aspetto non ci occupiamo di tutta la persona”, esortando i volontari a mettere le persone prima dei bisogni.

Dopo un momento musicale con la cantante Manuela Mameli, la giornata si è conclusa con riflessioni, domande e testimonianze dei volontari. Don Marco Statzu ha espresso gratitudine per la riuscita dell’evento, sottolineando l’impegno a costruire comunità capaci di testimoniare la speranza. Mons. Mura ha chiuso l’incontro con una riflessione sull’importanza della Caritas in Sardegna oggi: “ Il dono di sé viene prima dei doni. A volte portiamo tanti doni ma non portiamo noi stessi, restiamo distaccati, lontani, freddi, incapaci di coltivare relazioni. La fraternità viene prima dell”individualismo”, e ponendo una domanda cruciale: “Stiamo rendendo i poveri solo destinatari di speranza o protagonisti e testimoni di speranza?”.

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