
“Il volontariato è una delle cose più belle. Perché ognuno con la propria libertà sceglie di fare questo cammino che è un cammino di uscita verso l’altro, uscita con la mano tesa, un cammino di uscita per preoccuparsi degli altri.”
(Papa Francesco)
Il Giubileo dei Volontari è un evento speciale che celebra il servizio, l’impegno e la solidarietà di migliaia di volontari provenienti da tutto il mondo. Organizzato l’8 marzo a Roma nell’ambito del Giubileo 2025, questo incontro rappresenta un’occasione unica per riflettere sul valore del volontariato e sulla sua capacità di trasformare le comunità attraverso gesti concreti di aiuto e vicinanza.
Durante il Giubileo, i volontari avranno la possibilità di partecipare a momenti di preghiera, incontri di formazione e dialoghi, oltre a vivere l’esperienza del pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro.
L’evento vuole sottolineare l’importanza del volontariato come espressione di carità e fraternità, un servizio che va oltre l’aiuto materiale e diventa un vero e proprio cammino di crescita personale e spirituale.
Con la partecipazione di migliaia di persone da oltre 100 Paesi, il Giubileo dei Volontari è un’occasione per rafforzare il senso di comunità e condivisione, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i volontari svolgono nel supporto ai più fragili e nella costruzione di una società più giusta e solidale.
Un evento che celebra il cuore pulsante della carità cristiana e il valore di chi, ogni giorno, sceglie di donare tempo ed energie per il bene degli altri.
Giubileo del volontario. Fraterna Domus 7-9 marzo 2025. Antonio e Giusi.
Ho sempre pensato al Giubileo come a un evento, ahimè, tristemente legato sin dall’antichità a una subdola forma di business, non solo di natura economica, ma anche di “pubblicità” e attesa di maggiore proselitismo facente leva sulle ingenue intenzioni di molti “fedeli” talvolta malamente ispirati da un’interpretazione della religione intesa più come superstizione che come autentica fede. Certamente nessuno ha il diritto di entrare nell’intimo di ciascun cristiano, la cui unicità ci costringe al rispetto di ogni persona in quanto tale, e non è qui il luogo adatto per parlare della dimensione dell’Altro, di ogni Altro (a prescindere dall’appartenenza religiosa), in qualche modo specchio dell’intera umanità. E, d’altronde, le vicende storiche legate al primo Papa tradizionalmente “reinventore” del primo Giubileo della storia cristiana forse non mi hanno aiutato a capire qualcosa che va al di là della comprensione umana.
Insieme a mio marito abbiamo accolto l’invito della responsabile della Caritas diocesana a partecipare alle Giornate del Giubileo del Mondo del Volontario (8 e 9 marzo), come un’opportunità, un dono, ricevuto con una certa incredulità, ma anche, e soprattutto, con entusiasmo.
Accolti e coccolati in un luogo di per sé magico, la Fraterna Domus di Sacrofano, immerso nel verde della campagna romana e di per sé adatto alla concentrazione e alla meditazione, le tre giornate sono state caratterizzate da nuovi incontri di persone (volontari Caritas) provenienti da tutta Italia. Le condizioni di salute di Papa Francesco hanno probabilmente ridimensionato il numero dei partecipanti, ma non hanno dimidiato il significato della condivisione, anzi, in un certo senso, lo hanno accresciuto. Aleggiava tra tutti il pensiero e il rispetto nei confronti di un pontefice, un Padre, che, anche in questo periodo di grande sofferenza fisica, continua a prodigarsi per il bene dell’umanità attraverso incessanti appelli ai cosiddetti potenti a disarmare la Terra in nome della fratellanza e della giustizia.
Il filo conduttore delle giornate, molto intense per le svariate attività, è stata la riflessione sulla vera natura del volontariato. Don Luigi Ciotti, vera star degli incontri (classe 1945) ha fortemente ribadito il concetto di una carità che, per essere veramente tale, non può che essere interamente gratuita, non un’occasione per una personale realizzazione, che è come dire al servizio di se stessi. Soprattutto, volontariato significa impegno e corresponsabilità, parole diverse che messe insieme si chiamano giustizia sociale. Volontariato, dunque, è cittadinanza attiva perché non possiamo essere cittadini a intermittenza, con atteggiamenti diversi a seconda del luogo e delle occasioni in cui ci troviamo a operare: famiglia, lavoro, tempo libero, Caritas o altro. Una bella sferzata a quanti di noi si scaldano la coscienza perché ogni tanto facciamo qualcosa di buono e ci prendiamo anche gli applausi! Oggigiorno navighiamo in un mare di emozioni che sono certo belle e toccanti, ma vanno a ondate, non bastano. Ci deve essere un sussulto continuo per un vero cambiamento, l’assuefazione a ciò che di sbagliato ci circonda non può diventare legge. Un forte appello a lasciarci interrogare dalle esigenze dell’oggi, dai migranti ai giovani sempre più “ritirati” in se stessi o dentro l’apparente socialità viziate dell’web, dai poveri ai carcerati. La corsa continua sembra essere diventata la cifra della nostra esistenza in un mondo che certamente non ci aiuta a rallentare, ma anche nella consapevolezza di quanto talvolta sia molto più importante “perdere il nostro prezioso tempo” nell’ascolto e nell’accoglienza dell’Altro, evitando di dar l’impressione che chi ci parla ci sta facendo “perdere tempo”. Don Ciotti ci ricorda che dobbiamo assolutamente recuperare le relazioni, non intese come un atteggiamento di noi verso gli altri, ma come reciprocità. Il vero progresso consiste nella crescita in umanità, perché la Chiesa deve anche abitare la storia, andare incontro alle esigenze di giustizia al di là degli orientamenti culturali e ideologici, mai ignorando i bisogni degli uomini, perché chi cerca le persone onora Dio.
Un altro momento forte è stata la celebrazione della messa nella splendida chiesa all’interno della Fraterna Domus, frutto della geniale intuizione di Don Francesco Bisinella (Bassano del Grappa 1927-Roma 2006), fondatore della stessa, una struttura a pianta circolare che «bene esprime l’abbraccio universale dell’accoglienza: il carisma specifico che la nostra famiglia religiosa vive fin dagli inizi … una sorta di tenda a tre cerchi … il portico, nel quale si entra attratti dal desiderio del cuore … lo spazio in cui purificarsi … il terzo, quello in cui si accede al mistero del sacro» (testuali parole delle Sorelle della Fraterna Domus). La messa del sabato è stata celebrata da monsignor Carlo Redaelli (presidente della Caritas italiana), che si è soffermato soprattutto sul bisogno che ciascuno di noi ha di essere amato, perdonato e rassicurato.
Il passaggio attraverso la Porta Santa rappresenta un momento certamente emozionante, fa parte di quelle emozioni/commozioni suscitate sia dal contesto sia dalle persone che si trovano insieme riunite a compierlo. All’interno della Basilica il via vai e la rincorsa alle foto (peraltro proibite) fa parte di una fede mescolata ad un non so che di esserci (essere lì anch’io), come un privilegio di cui non tutti i cristiani potranno godere!
Fa parte delle emozioni, ma anche di un sentimento più profondo, la partecipazione alla Messa in Piazza San Pietro, officiata dal cardinale Michael Czerny, gesuita canadese di origine cecoslovacca. Cerimonia composta arricchita dai tanti colori del mondo del volontariato arrivato a Roma da ogni dove.
Rivedere le immagini di questi giorni sui canali social fa riprovare, questa volta a freddo, le identiche emozioni (non più a intermittenza), accompagnate dalla bella suggestione, e non solo, dei canti e, soprattutto, del canto per il Giubileo che, spero, continuerà ad accompagnarci per molto tempo ancora, nello spirito di un servizio al prossimo senza servirsi del prossimo, attività che potrà ancora infondere speranza in una società che sempre di più, in troppi, si ostinano a definire malata. Anche e in particolare i piccoli gesti di servizio gratuito possono far rifiorire i germogli di una nuova umanità, come ci ha ben espresso Papa Francesco attraverso la voce del cardinal Czerny.
Sempre l’uomo al centro dell’imperscrutabile progetto divino!
Fiamma viva della mia speranza questo canto giunga fino a Te!
Grembo eterno d’infinita vita nel cammino io confido in Te.
Ogni lingua, popolo e nazione trova luce nella tua Parola.
Figli e figlie fragili e dispersi sono accolti nel tuo Figlio amato.
Fiamma viva della mia speranza questo canto giunga fino a Te!
Grembo eterno d’infinita vita nel cammino io confido in Te.
Dio ci guarda, tenero e paziente: nasce l’alba di un futuro nuovo.
Nuovi Cieli Terra fatta nuova: passa i muri Spirito di vita.
Fiamma viva della mia speranza questo canto giunga fino a Te!
Grembo eterno d’infinita vita nel cammino io confido in Te.
Alza gli occhi, muoviti col vento, serra il passo: viene Dio, nel tempo.
Guarda il Figlio che s’è fatto Uomo: mille e mille trovano la via.
Fiamma viva della mia speranza questo canto giunga fino a Te!
Grembo eterno d’infinita vita nel cammino io confido in Te.
Caritas Lanusei è l’organismo pastorale della diocesi di Lanusei e come parte della Caritas Italiana, ha lo scopo di promuovere la carità nella comunità ecclesiale locale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e ai bisognosi.
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